Le cifre del sistema eptimale si scrivono dentro il nastro del kudamaf, nella stessa banda delle lettere e con le stesse celle. È una scelta che si spiega con l’uso: a Kena i numeri compaiono soprattutto in elenchi di misure e in didascalie di disegni tecnici, e nessuno voleva che leggere una quota costringesse a cambiare riga, strumento o mano.

I sette segni

I glifi fondamentali sono tre. Il 2 è una S rovesciata, il 5 una S, il 0 un otto verticale che nasce dall’unione dei due. Le altre quattro cifre si ottengono da questi con una lineetta sospesa: sotto vale meno uno, sopra vale più uno.

Le sette cifre. I tre glifi puri portano entrambe le lineette; gli altri quattro una sola.

valoreglifolineetta
0otto verticalesopra e sotto
1glifo del 2sotto (2 − 1)
2S rovesciatasopra e sotto
3glifo del 2sopra (2 + 1)
4glifo del 5sotto (5 − 1)
5Ssopra e sotto
6glifo del 5sopra (5 + 1)

Che 0, 2 e 5 portino entrambe le lineette non è un vezzo: sono le tre cifre che non derivano da nessun’altra, e la doppia lineetta le dichiara complete. Il valore simbolico dei tre segni — la coppia speculare e la loro unione — è descritto in Sistema numerico.

La lineetta e la virgola

La lineetta corre alla stessa quota della virgola, appena fuori dalla banda, ed è lunga una cella come quella. La differenza sta tutta nell’attacco: la virgola è appesa a un’asta corta che scende dal bordo del nastro, la lineetta è sospesa, senza nulla che la colleghi alle lettere.

Da qui la regola di lettura, che non ammette casi intermedi: quarta linea agganciata al nastro, virgola; quarta linea sospesa, cifra. Per la stessa ragione un numero non prende mai il trattino di inizio parola, che lo farebbe somigliare a una virgola.

I numeri di più cifre

Le cifre si scrivono una per cella, dalla più significativa, con la notazione posizionale in base 7.

Tre numeri notevoli della cultura solariana: 25 e 52, speculari, e 150, che vale ottantaquattro.

Non esiste separatore fra il numero e le parole che lo circondano: come ogni altra cosa scritta, il numero è una successione di celle nel nastro continuo, e finisce dove finiscono le sue cifre.