Definizione

Le pentatoniche complementari di C e G♭ sono due insiemi di cinque note posti a distanza di tritono l’uno dall’altro. La pentatonica di C è formata dalle note:

C–D–E–G–A

La pentatonica di G♭ è formata dalle note:

G♭–A♭–B♭–D♭–E♭

Insieme, le due pentatoniche occupano dieci delle dodici note del totale cromatico. Restano escluse soltanto due note:

F–B

Queste due note formano un tritono. Nel sistema simbolico di Solaria, tale tritono rappresenta la coscienza posta davanti alla divisione, all’opposizione e alla guerra: un punto di vista esterno rispetto a due mondi consonanti, chiusi e contrapposti.

Le due pentatoniche

PentatonicaNote
Pentatonica di CC–D–E–G–A
Pentatonica di G♭G♭–A♭–B♭–D♭–E♭
Note escluseF–B

La relazione tra le due pentatoniche è simmetrica: ogni nota della pentatonica di C ha il proprio corrispondente a distanza di tritono nella pentatonica di G♭. Esse formano quindi due campi sonori opposti, ciascuno internamente coerente e consonante, ma collocati su poli separati del totale cromatico.

Riduzione dagli accordi sigma

Le due pentatoniche possono essere interpretate come riduzioni consonanti di due accordi sigma complementari. L’accordo sigma contiene quasi tutte le distanze possibili entro l’ottava, con esclusione del tritono, e proprio per questo costituisce una struttura più ricca, instabile e fertile. La pentatonica, invece, riduce questa ricchezza a un campo più stabile e consonante.

Accordo sigmaNote del sigmaPentatonica risultanteTrasformazione
Sigma di DD–E–A–C–D♭C–D–E–G–AD♭ → G
Sigma di A♭A♭–B♭–E♭–G♭–GG♭–A♭–B♭–D♭–E♭G → D♭

Nel caso del sigma di D, la struttura:

D–E–A–C–D♭

è molto vicina alla pentatonica di C:

C–D–E–G–A

La differenza è data da una sola nota: D♭ viene riportata a G, cioè viene ricondotta attraverso un tritono. In questo modo la struttura perde la tensione dissonante introdotta dal sigma e si stabilizza in una pentatonica.

Lo stesso avviene nel sigma complementare di A♭:

A♭–B♭–E♭–G♭–G

che, sostituendo G con D♭, si trasforma nella pentatonica di G♭:

G♭–A♭–B♭–D♭–E♭

In entrambi i casi, una sola nota spostata di tritono trasforma una struttura intervallarmente fertile in un campo consonante e più chiuso. Il passaggio dal sigma alla pentatonica è quindi una riduzione: non una semplice semplificazione tecnica, ma la perdita di una differenza interna che rendeva la struttura più instabile e più ricca.

Vettori della pentatonica

La pentatonica di C e la pentatonica di G♭ possiedono gli stessi vettori, poiché sono trasposizioni della medesima struttura. È quindi sufficiente calcolare i vettori della pentatonica di C.

La pentatonica di C è:

C–D–E–G–A

Le dieci coppie interne sono:

Coppia di noteIntervallo diatonico
C–Dseconda
C–Eterza
C–Gquinta
C–Asesta
D–Eseconda
D–Gquarta
D–Aquinta
E–Gterza
E–Aquarta
G–Aseconda

Il vettore intervallare diatonico della pentatonica è quindi:

[3 2 2 2 1 0]

dove le sei posizioni corrispondono, nell’ordine, a seconda, terza, quarta, quinta, sesta e settima. La pentatonica contiene dunque tre seconde, due terze, due quarte, due quinte, una sesta e nessuna settima.

Il vettore delle classi diatoniche è invece:

[3 3 4]

poiché la classe seconda/settima contiene tre occorrenze, la classe terza/sesta ne contiene tre, e la classe quarta/quinta ne contiene quattro.

Tipo di vettoreValore
Vettore intervallare diatonico[3 2 2 2 1 0]
Vettore delle classi diatoniche[3 3 4]

Rispetto agli accordi zigote, la pentatonica non realizza una completezza senza ridondanza. Al contrario, presenta ripetizioni e assenze: alcune distanze compaiono più volte, mentre altre non compaiono affatto. Proprio questa perdita di varietà contribuisce alla sua stabilità consonante.

Consonanze opposte e chiuse

Le due pentatoniche di C e G♭ possono essere lette come due consonanze opposte. Ciascuna possiede una forte coerenza interna: è stabile, riconoscibile, priva di semitoni interni particolarmente instabili e priva del tritono.

Questa stabilità, tuttavia, ha un prezzo simbolico. La pentatonica è più pacificata del sigma, ma anche meno aperta. Dove il sigma include una differenza interna capace di generare quasi tutte le distanze possibili, la pentatonica tende invece a chiudersi in un campo sonoro più omogeneo.

Le due pentatoniche sono dunque consonanti, ma separate. Ciascuna forma un mondo ordinato e autosufficiente, ma proprio questa autosufficienza può diventare isolamento. In questo senso, la consonanza non è necessariamente sinonimo di armonia profonda: può anche rappresentare una pace chiusa, incapace di accogliere la differenza.

Il tritono escluso

L’unione delle due pentatoniche occupa dieci note del totale cromatico:

C–D–E–G–A

G♭–A♭–B♭–D♭–E♭

Restano escluse soltanto:

F–B

Queste due note formano un tritono. Nel sistema simbolico di Solaria, il tritono è associato alla condizione umana, alla coscienza, al punto di vista capace di osservare la natura e di interrogare ciò che accade. L’accordo sigma contiene tutte le distanze entro l’ottava tranne il tritono; proprio per questo, il tritono mancante rappresenta ciò che non è incluso nella totalità naturale, cioè l’autocoscienza.

Nel caso delle due pentatoniche complementari, il tritono F–B assume una funzione ancora più precisa: è la coscienza posta davanti a due sistemi opposti e chiusi. Le due pentatoniche rappresentano mondi consonanti ma separati; il tritono escluso rappresenta l’individuo che si trova davanti alla divisione, alla guerra, all’incomunicabilità tra polarità che non riescono più a dialogare.

Dalla fertilità del sigma alla chiusura pentatonica

Il passaggio dal sigma alla pentatonica può essere inteso come una riduzione della complessità. Il sigma è più dissonante, ma anche più fertile: contiene quasi tutte le distanze possibili entro l’ottava e, proprio grazie alla sua tensione interna, apre molte possibilità relazionali. La pentatonica è più consonante, ma anche più povera dal punto di vista intervallare.

Questa differenza è centrale. La dissonanza del sigma non rappresenta un difetto, ma una risorsa: è ciò che consente alla struttura di contenere alterità, tensione, trasformazione. La pentatonica, al contrario, elimina quella tensione e produce un campo più semplice, più stabile, ma anche più chiuso.

Per questo le pentatoniche complementari di C e G♭ non rappresentano soltanto due scale musicali. Simboleggiano due mondi pacificati al proprio interno ma incapaci di integrare ciò che li mette in discussione. La loro opposizione lascia fuori il tritono, cioè il luogo della coscienza e del dialogo possibile.

Significato simbolico

Le pentatoniche complementari di C e G♭ rappresentano due forme di consonanza opposta. Ognuna è stabile e coerente al proprio interno, ma la loro relazione è segnata dalla separazione. Il tritono F–B, escluso da entrambe, diventa il luogo simbolico in cui questa separazione può essere osservata, compresa e forse trasformata.

In questa prospettiva, il problema non è la dissonanza, ma la consonanza chiusa. La dissonanza può generare relazione, apertura, movimento; la consonanza, se isolata, può diventare autosufficienza e rifiuto dell’altro. Le due pentatoniche mostrano quindi una forma di pace apparente: due ordini separati, ciascuno armonico in sé, ma incapaci di costruire un equilibrio comune.

Il tritono escluso rappresenta allora l’esperienza umana davanti alla divisione: non una soluzione immediata, ma un punto di coscienza. È ciò che resta fuori dai due sistemi chiusi e che, proprio per questo, può riconoscerli come tali.

Voci correlate

Accordo sigma
Tritono
Tritono e accordo sigma
Vettore intervallare diatonico
Vettore delle classi diatoniche
Accordi zigote
Sistema σεα (sea)