Il Rasha è il fiume di Yantra. Nasce sulle pendici del Monte Uruk, attraversa la città da nord-ovest a sud-est, esce dalle mura, scende per l’altopiano e salta giù dalle Calate con la Cascata del Rasha. Tutta l’acqua di Yantra viene da lui: canali, rogge, vasche, fontane e il fossato delle mura sono, uno per uno, derivazioni del Rasha.

Il nome viene dalla radice antica rash, «scorrere con forza, incidere, lasciare traccia». Dalla stessa radice prendono il nome la Rash, la ferrovia veloce della città, e il quotidiano Rasha.

Il corso

Sopra la città. Il Rasha nasce attorno ai 2.500 metri, tra le rocce dell’Uruk, ed è un torrente stretto e freddo, incassato in una gola che lui stesso si è scavato: dove il monte gli metteva davanti un dosso, l’acqua non ha girato attorno, ci è passata attraverso.

Le Vasche Alte e le Chiuse. Entra in città dal nord e passa sotto le Vasche Alte (circa 1.900 m), dove l’acqua della montagna viene raccolta e regolata. Più a valle ci sono le Chiuse del Rasha: paratoie, bacini e una conca che misurano il torrente prima che scenda verso il Foro. Un tempo Vasche e Chiuse stavano ai margini dell’abitato, ed era lì che la città prendeva in consegna il torrente; poi Yantra è cresciuta verso il monte e le ha inglobate, e oggi si trovano in mezzo ai quartieri.

Gli specchi. Dalle Chiuse in giù una scala di traverse, una ogni seicento metri circa, trattiene il fiume in specchi d’acqua larghi e lenti, uno sotto l’altro. È la stessa acqua del torrente, solo più larga perché va piano. Sul primo tratto di specchi passa il Ponte delle Ruote, vicino al Foro.

Fuori dalle mura. Dopo i giardini e i bacini di filtrazione del sud il Rasha esce dalla cinta e torna torrente. Piega a sud, corre per una quindicina di chilometri sull’altopiano e arriva al ciglio delle Calate, da cui cade con la Cascata del Rasha. Sotto, nella pianura, è un fiume tranquillo che va verso il mare.

L’acqua in città

  • I canali. Sono quattro: il Canale delle Officine e il Canale industriale, che escono dal Rasha verso i quartieri produttivi dell’est, il Canale dei Giardini, che scende verso sud, e la Roggia del Mercato, che si stacca dal Canale dei Giardini. Dove il terreno saliva, la città ha scavato loro il letto, e attorno ai canali dell’est il terreno si apre oggi in una valle larga e dolce, la piana dei canali. Sulla mappa sono le linee azzurre continue che si staccano dal fiume, col nome scritto sopra quando si ingrandisce.
  • Le rogge. Quando una vasca sta poco lontano e poco più in basso di un’acqua già servita, la si collega con una roggia: un canaletto a cielo aperto, largo pochi metri, che scende in una trincea poco profonda tra le case.
  • I condotti. Quando la distanza è lunga, o in mezzo c’è un dosso, l’acqua viaggia chiusa in un condotto sotterraneo. Un condotto può passare sotto una collina, perché è pieno e in pressione. Sulla mappa sono le linee azzurre tratteggiate.
  • Le vasche a gradoni. Le vasche costruite sui pendii sono divise in gradoni lungo le curve di livello, ognuno con il suo pelo d’acqua, separati da muri di pietra. Di ogni vasca si alimenta il gradone più alto, che sfiora sopra il muro in quello sotto, e così via fino in fondo. A monte di ogni vasca il terreno è stato scavato, a valle è stato alzato ad argine.
  • Il fossato delle mura. Il fossato prende il Rasha dove il fiume entra in città e gli gira attorno in due rami, uno da ogni parte della cinta. Scende a salti, con un muro a ogni gradino, e restituisce l’acqua al fiume dove questo esce verso sud.

Voci correlate

Yantra
Monte Uruk
Mappa di Yantra
Rasha (quotidiano)