Prima del Diario musicale, Solaria si raccontava con tre lunghi video, uno per ciascuno dei primi tre brani, usciti tra l’agosto 2024 e il febbraio 2026. Erano quasi piccoli documentari, pensati come opere finite: molto scritti, costruiti, montati e rifiniti, con l’ambizione di spiegare bene il progetto e di dare a ogni episodio una forma autonoma e compiuta.

I tre episodi documentari

Episodio 1 · Winning or playing?

Agosto 2024 · brano: 01 - Sky, Earth and Life

Episodio 2 · Ku

Giugno 2025 · brano: 02 - Ku

Episodio 3 · Wind and Rain

Febbraio 2026 · brano: 03 - Wind and Rain

I video di laboratorio di Wind and Rain

Per Wind and Rain il processo era già raccontato anche da alcuni video di laboratorio, che sono il seme del formato del diario:

Che cosa hanno lasciato

Ciascun episodio ha richiesto mesi e mesi di preparazione: sceneggiatura, ricerca delle location, riprese, montaggio. Sono stati essenziali per porre le basi «filosofiche» del progetto e per imparare a girare e montare un video. A posteriori sono stati fondamentali anche per capire le proprie potenzialità in termini di comunicazione e di direzione artistica.

Perché si è cambiato formato

Il passaggio dagli episodi documentari al Diario musicale nasceva soprattutto da un problema di sostenibilità. Il risultato poteva essere più elegante, ma il video finiva per diventare quasi un secondo progetto artistico, parallelo alla musica: richiedeva troppo tempo e soprattutto rischiava di rallentare proprio ciò che voleva raccontare. Veniva meno il flusso creativo strettamente musicale e legato al worldbuilding.

Con il Diario musicale la logica si ribalta: il video non deve più essere l’opera, ma una finestra sull’opera mentre nasce. Una volta alla settimana si racconta semplicemente dove si è arrivati, cosa si è fatto, cosa non ha funzionato e quale sarà il passo successivo. Ne derivano meno preparazione, nessun bisogno di una sceneggiatura perfetta, più spontaneità, una continuità settimanale e una funzione interna molto utile: raccontare ciò che si è fatto costringe a mettere ordine nel processo e a capire dove andare dopo (vedi Funzione nel progetto).

In questo è stato fondamentale anche il passaggio all’italiano, dalla puntata 21: le prime venti puntate erano in un inglese volutamente imperfetto, ma raccontare nella propria lingua toglie un ulteriore filtro e rende il diario più diretto e spontaneo.

Tre livelli, separati

Nei tre episodi documentari convivevano, nello stesso oggetto audiovisivo, tre livelli diversi:

  1. la musica, cioè il brano e il processo compositivo;
  2. il worldbuilding: città, personaggi, culture, sistemi, oggetti;
  3. l’interpretazione allegorica, con riferimenti filosofici, letterari, artistici e simbolici che spiegavano che cosa «significava» tutto.

Così ogni video doveva fare troppe cose contemporaneamente: essere musica, documentario, saggio e racconto di mondo. Era ricco, ma molto pesante da costruire, e rischiava di spiegare troppo.

Il sistema attuale separa i livelli:

  • la musica vive nel Diario musicale;
  • il worldbuilding vive in questa wiki;
  • l’allegoria non viene più spiegata sistematicamente, ma resta incorporata nel progetto e la si lascia emergere indirettamente.

Quest’ultimo passaggio è il più importante: prima l’allegoria veniva «tradotta» allo spettatore, ora viene messa in scena. Non si dice più «questa cosa rappresenta questo»: si costruiscono Theknus, Yantra, il giornale Rasha, la lingua, l’orologio, i personaggi, e il senso si forma da solo in chi entra nel mondo. Il passaggio, quindi, non è stato solo da un video complesso a uno più semplice, ma da un unico contenitore che spiegava tutto a un ecosistema di forme diverse, ognuna con una funzione precisa.

Più porte d’ingresso

Il passaggio al Diario musicale serviva anche ad aumentare la superficie di contatto con il progetto. Prima la porta era troppo stretta: per entrare davvero in Solaria bisognava guardare un video lungo e denso, che teneva insieme musica, worldbuilding e allegoria. Era un accesso ricco, ma chiedeva molto allo spettatore.

Separando le dimensioni, i punti d’ingresso si sono moltiplicati:

  • il Diario musicale per chi entra dal processo creativo;
  • la wiki per chi è attratto dal mondo, dalle città, dalle lingue, dagli oggetti e dalle culture;
  • i brani per chi vuole semplicemente ascoltare musica;
  • il racconto per chi preferisce entrare attraverso la narrazione;
  • l’allegoria resta sullo sfondo e può essere scoperta progressivamente, senza essere spiegata subito.