Il Rasha è il quotidiano di Yantra, la capitale tecnologica di Theknus. Esce ogni giorno in otto pagine, si vende a un kun la copia e porta in testata il motto «notizie dall’anello per chi lo tiene in moto». Fu fondato nel 1306, sulla sponda del fiume da cui prende il nome.
Qui si può sfogliare per intero il numero 543 di sarvem 22 del sesto mese, anno 1342: l’edizione uscita la mattina del giorno in cui il trio di Zena suona al Taval (Capitolo 7 - Il concerto).
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Il nome
Il giornale porta il nome del Rasha, il torrente che scende dal Monte Uruk e attraversa la città da nord-ovest a sud-est. La radice antica rash indica l’atto dello scorrere con forza, dell’incidere e del lasciare traccia nella materia: la stessa radice dà il nome alla Rash, la ferrovia veloce della città. Per un quotidiano è un nome programmatico: le notizie scorrono ogni giorno, ma ciò che viene scritto resta.
Il Rasha è il quotidiano di Kena, il nome con cui gli abitanti chiamano Yantra (vedi Esonimi ed endonimi), e la sua cronaca locale si intitola appunto Cronaca di Kena.
Il giornale
Il Rasha si rivolge a chi fa funzionare la città: operai, capiturno, tecnici, impiegati dei reparti. Lo dice il motto, e lo dicono le pagine, dove i turni, le consegne, le ore di collaudo e la fascia personale hanno lo stesso peso delle notizie di governo.
La sua linea è quella dell’ala moderata delle officine. Il giornale sostiene lo sforzo della Lega Australe nella guerra contro l’Alleanza del Nord, ma non con toni da proclama: lo presenta come una necessità della produzione e dell’efficienza, un problema di tecnica e di organizzazione più che di passioni. Adru Kemet, la guida della Lega Australe, vi è trattato con rispetto e con misura. Allo stesso tempo il Rasha dà spazio al costo di questo sforzo: le squadre al turno lungo, gli incidenti, i collaudi saltati, le scuole senza educatrici.
Lo stile è quello di un grande quotidiano: periodi lunghi e articolati, titoli da cronaca, occhielli sugli articoli e nessuna firma. Come ogni testo di Solaria, anche il Rasha scrive i numeri in base sette, secondo il sistema numerico dell’isola: nelle sue cifre non compaiono mai il 7, l’8 e il 9, e la settima e l’ottava pagina sono numerate 10 e 11.
Il numero 543
Il numero 543, anno 34, esce nella stagione della luce calante, sarvem 22 del sesto mese dell’anno 1342 (per i nomi dei giorni e dei mesi vedi Misura del tempo). È il giorno in cui si svolgono i primi capitoli del racconto: all’alba un’officina mobile senza conducente entra in città con a bordo Anesh e la farfalla Ku, e la sera il trio di Zena suona al Taval, nella roccia del Ciglio di Ponente.
Il giornale, naturalmente, non sa nulla di Anesh. Ma tutte e due le cose sono già nelle sue pagine: in Cronaca di Kena, fra le notizie dell’ultima ora, Un Nerek senza guida entra all’alba dalla Porta Orientale; in Cultura e costume, un articolo su Zena Ardei e le sue variazioni su forma riconosciuta; e nell’agenda della sera, all’ora 12, «Taval, Officina Antica, canale 4, porta 13 — Zena Ardei Trio, variazioni su forma riconosciuta. Ingresso libero».
Le pagine ospitano anche le inserzioni dei fornitori e delle banche della città, dalla Cassa di Kena ai cuscinetti di Gubsek & Ardun, la tabella dei numeri del giorno, gli annunci e i necrologi.
Il giornale fuori dal racconto
Il Rasha esiste anche come oggetto: è stampato su due fogli A2 piegati, che formano otto pagine A3, come un quotidiano vero. È nato a margine del lavoro sul brano di Zena, insieme alle locandine del concerto in kudamaf, ed è raccontato nella puntata 27 del Diario musicale, la follia inizia così?.
Le illustrazioni e le fotografie del giornale sono parte del mondo di Solaria: da qui viene, per esempio, l’illustrazione delle rampe del nambag.
