Song of Olivier è il quarto episodio di Solaria, il progetto di composizione incrementale nel quale musica, racconto e costruzione di un mondo immaginario procedono parallelamente.

La composizione è dedicata a Olivier, un ragazzo realmente conosciuto in Burundi, che nel mondo narrativo di Solaria ispira il personaggio di Anesh.

È un brano per sola chitarra acustica, registrato in presa diretta.

Significato della composizione

Nel racconto, Anesh vive nascosto in una grotta ed è la farfalla Ku a ispirarlo a uscirne. Il brano segue questo passaggio: il tema definito rappresenta la sicurezza della grotta, il luogo protetto e conosciuto; l’improvvisazione finale rappresenta l’apertura verso l’esterno, la scelta di rischiare l’ignoto.

In musica questo passaggio prende forma nell’incontro fra le due dimensioni di composizione e improvvisazione. La prima è definita e riconoscibile. È costituita principalmente da un tema già chiaramente individuato, presentato sia nel registro grave sia nel registro acuto della chitarra.

La seconda dimensione è invece spontanea. È formata da idee nate durante l’esecuzione, frammenti improvvisati e gesti non completamente pianificati. Questa componente non ha la funzione di decorare il tema principale, ma di affiancarlo e metterlo in discussione.

Le due dimensioni vengono organizzate come parti di un dialogo. Il tema rappresenta ciò che è già riconoscibile e formulato; l’improvvisazione rappresenta ciò che può emergere soltanto durante l’atto musicale. La composizione non sceglie definitivamente tra ordine e libertà, ma costruisce la propria forma attraverso la loro relazione.

Uno schema tracciato a mano sul diario di lavoro è servito a riunire questi due piani. La forma non viene concepita come una successione rigida di sezioni, ma come un percorso nel quale la componente definita e quella spontanea in qualche modo dialogano.

Le tre esecuzioni

La versione definitiva è stata scelta fra tre esecuzioni complete.

La prima possedeva vitalità e spontaneità, ma non una precisione sufficiente. La terza era più precisa, ma aveva perduto parte dell’energia e della naturalezza presenti nella prima. La seconda esecuzione si trovava nel punto di equilibrio tra questi due estremi ed è stata quindi utilizzata come versione finale.

La scelta della seconda registrazione rende concretamente udibile il principio che guidava l’intero lavoro. L’esecuzione migliore non è quella priva di imperfezioni, né quella più libera in assoluto, ma quella nella quale precisione e vitalità riescono a convivere.

L’imperfezione viene così accolta non come valore autonomo, ma come possibile conseguenza di una musica viva. Al tempo stesso, la precisione rimane importante finché non soffoca la presenza, il rischio e l’intensità dell’esecuzione.

Il canto di Olivier

All’interno della composizione compare un breve segmento musicale derivato da un canto ascoltato in Burundi.

Olivier era allora un ragazzo di circa sedici o diciassette anni, fuggito dalla guerra. Durante l’incontro con Lorenzo cantò una canzone legata all’esperienza del conflitto. In un passaggio del canto compariva una frase il cui significato era: «liberatevi dagli spiriti selvaggi».

Un frammento di quel canto è stato inserito in Song of Olivier come omaggio diretto al ragazzo. Il materiale non costituisce soltanto una citazione esterna, ma introduce nella composizione la traccia concreta di una voce, di un incontro e di una storia realmente vissuta.

Il brano all’interno di Solaria

Song of Olivier appartiene a Solaria, ma è stato pubblicato senza accompagnare il video con una spiegazione dettagliata della sua architettura. La scelta deriva dalla volontà di permettere alla musica di essere incontrata direttamente.

Le informazioni sul processo creativo, sul mondo di Solaria e sui collegamenti simbolici rimangono disponibili nei video del diario e nelle pagine dedicate al progetto, ma non costituiscono una condizione necessaria per ascoltare il brano.

Questa scelta rappresenta un cambiamento importante rispetto ai frammenti precedenti, nei quali la musica era spesso accompagnata da spiegazioni molto articolate. In Song of Olivier, l’architettura rimane presente, ma non viene anteposta all’esperienza dell’ascolto.

La composizione può quindi essere percepita autonomamente, mentre le sue connessioni con la storia e con il sistema simbolico di Solaria rimangono come livelli ulteriori, accessibili a chi desidera approfondirli.

Significato narrativo e simbolico

Nel mondo di Solaria, Olivier assume il nome di Anesh. Il personaggio si trova inizialmente in una grotta, dove incontra la farfalla Ku. L’arrivo di Ku può essere interpretato da Anesh come la ricerca di un rifugio, ma non è necessariamente causato dalla tempesta o da un’impossibilità di continuare il volo. La farfalla potrebbe essersi diretta verso la grotta deliberatamente, per raggiungere il ragazzo e guidarlo.

Dopo l’incontro, Anesh e Ku iniziano il viaggio verso Yantra, la grande città della tecnica. Song of Olivier si colloca quindi in un momento di passaggio: il ragazzo è ancora legato alla grotta e alla propria solitudine, ma si trova ormai sulla soglia di un viaggio.

Lo strumento con cui Anesh suona il brano è un dono ricevuto dal padre quando aveva dodici anni. Il padre era un falegname e possedeva anche alcune competenze vicine a quelle di un liutaio. Nel consegnargli lo strumento, gli disse:

Non serve che tu diventi qualcuno. Soltanto non dimenticare di ascoltare te stesso.

La frase apparteneva inizialmente alla storia, ma durante la composizione ha acquistato un significato autobiografico. Il procedimento attraverso il quale è nata Song of Olivier è consistito infatti proprio nell’ascoltare le proprie improvvisazioni, riconoscere ciò che la musica stava cercando di diventare e scegliere l’esecuzione nella quale era rimasta maggiormente viva.

Il tema del brano non è quindi soltanto Olivier o Anesh, ma l’ascolto come forma di orientamento. Ascoltare se stessi non significa chiudersi all’interno della propria identità, ma riconoscere una direzione capace di mettere in relazione la propria esperienza con quella degli altri.

Anche il passaggio dal ragazzo reale al personaggio immaginario non cancella la storia originaria. Olivier rimane presente nella citazione del suo canto, mentre Anesh ne prosegue simbolicamente il viaggio. La realtà entra nel mondo immaginario senza essere sostituita da esso.

La frase «liberatevi dagli spiriti selvaggi» assume in questo contesto un doppio significato. Nasce dalla guerra in Burundi, dalla quale Olivier era fuggito, ma vale anche per la guerra di Solaria, che oppone la Lega Australe all’Alleanza del Nord. Anche lì il conflitto comincia dal rumore che impedisce l’ascolto e cresce attraverso la paura e la sfiducia: liberarsi dagli spiriti selvaggi significa tornare ad ascoltare, la stessa cosa che il padre chiede ad Anesh.

Song of Olivier rappresenta così un momento nel quale la costruzione di Solaria smette temporaneamente di espandersi attraverso nuove spiegazioni e comincia a liberarsi di ciò che non è necessario. Il Diario musicale ne racconta il primo passo.