The Moving Machine è il quinto episodio di Solaria, il progetto di composizione incrementale nel quale musica, racconto e costruzione di un mondo immaginario procedono parallelamente.
Nel racconto, Anesh e la farfalla Ku lasciano la grotta, saltano a bordo di un’officina mobile e attraversano la notte verso Yantra, la città della tecnica. Intorno a loro la macchina diventa più di un veicolo: è un corpo meccanico fatto di ritmo, ripetizione, tensione e trasformazione.
Il brano è stato composto fra marzo e maggio 2026 ed è uscito il 20 maggio 2026. Il suo processo è documentato settimana per settimana nelle puntate dalla 4 alla 12 del Diario musicale.
La macchina nel racconto
Dopo 04 - Song of Olivier, la storia si sposta dalla grotta verso Theknus, la regione della tecnica. Serviva un modo per portare Anesh e Ku fino alla grande città, e il modo è diventato una macchina: un veicolo automatico, una specie di officina mobile che percorre il territorio senza conducente.
Nel racconto la macchina si chiama Nerek. Anesh la incontra lungo una strada di servizio, sotto la grotta: arriva sferragliando, rallenta per affrontare una curva stretta scavata nel fianco della montagna, non si ferma. La piattaforma laterale è libera; Ku si agita nel cestino, Anesh corre per qualche passo accanto al mezzo, si aggrappa al bordo e salta sopra, senza sapere dove stia andando (Capitolo 10 - La grotta e Ku). All’arrivo a Yantra la città lo registra come veicolo autonomo di officina mobile, con unità di guida: assente e comportamento direzionale: instabile (Capitolo 3 - Il mezzo fuori registro).
Il brano racconta questo viaggio: la macchina che si avvicina e poi si allontana, il moto ipnotico del tragitto e, nel mezzo, il momento in cui Anesh comprende il senso del viaggio che sta compiendo.
I numeri della macchina
Tutta la composizione è costruita sui numeri del sistema numerico di Solaria. L’isola conta in base sette, e i suoi numeri fondamentali sono il 2 e il 5, la cui somma è il 7. Per Lorenzo sono i numeri della musica stessa: proseguendo come in una serie di Fibonacci si ottengono 2, 5, 7, 12 e 19, cioè le sette note della scala, le dodici del totale cromatico e le diciannove dei sistemi microtonali (Lorenzo suona anche una chitarra a 19 toni). Anche la geografia dell’isola segue lo stesso schema, con cinque regioni centrali e due regioni simboliche ai lati opposti.
Da qui discendono le misure del brano:
- il corpo centrale è lungo 77 battute, preceduto e seguito da sette battute di introduzione e di coda;
- l’introduzione è a 77 battiti al minuto;
- le sezioni si alternano fra 7/8 e 5/8;
- le cellule della chitarra algoritmica sono gruppi di 2, 5 e 7 note.
Per scrivere questi numeri in base sette Lorenzo ha realizzato anche una piccola app, oggi diventata il convertitore di numeri solariani. Il 77 è stato scelto perché, capovolgendo una delle due cifre, assume la forma di una farfalla, e perché si può scrivere come 25 + 52, due numeri speculari che sono a loro volta due farfalle. Lo stesso principio di simmetria regola la scrittura dei numeri di Solaria (vedi Sistema di scrittura).
Questi vincoli non sono un ornamento. Lorenzo li descrive come una guida creativa: dovendo costruire una macchina per una nazione tecnica, avere un sistema numerico coerente dà alla composizione una direzione e un’energia che i soli suoni non avrebbero.
Struttura armonica
La composizione è un ciclo di dodici accordi, uno per ciascuna delle dodici note del totale cromatico, ognuno costruito su una nota diversa. L’alternanza fra 7/8 e 5/8 non è regolare, ma segue la disposizione della tastiera del pianoforte: le sette note bianche corrispondono alle sezioni in 7/8, le cinque nere a quelle in 5/8. Ogni sezione ha quindi un groove proprio.
Tutti gli accordi sono collegati da una sola nota, il D, che apre e chiude il ciclo e ritorna a ogni cambio di accordo. Nel mondo di Solaria il D rappresenta il capo della Lega Australe, la coalizione di cui Theknus fa parte, che nel racconto è Adru Kemet e che nel diario Lorenzo chiama anche «il dittatore»: è una presenza ossessiva, che lega tutto e da cui non ci si libera. Nel brano lo suonano due tracce, fra cui una chitarra elettrica trattata con un suono simile a uno sfiato di vapore, che entra ogni volta che l’accordo cambia.
Accanto al D c’è un secondo richiamo ossessivo, affidato a una chitarra acustica che suona soltanto il B. Nel sistema delle dodici capitali il B è la nota di Alma.
Tre strati: corpo, cuore e mente
La seconda settimana di lavoro, raccontata nella puntata 5, è stata una settimana di false partenze. Il primo sviluppo dell’idea di basso era molto fusion e, dopo molto lavoro, non convinceva: aveva quel suono di basso, batteria e chitarra che hanno tutti, un conformismo timbrico. Una traduzione acustica della stessa idea non è andata meglio, e nemmeno un’improvvisazione su una base di synth basso con accordi molto complessi. In compenso, per entrare nella dimensione della tecnica, Lorenzo ha dovuto occuparsene anche nella pratica: una meccanica della chitarra rotta lo ha costretto a lavorare su truss rod, action e corde, e nello stesso tempo ha ascoltato le interviste di chitarristi come Matteo Mancuso, Jack Gardiner e Josh Meader, ha trascritto un assolo di Mancuso e ha scoperto il mondo dei simulatori di amplificatori. Lasciarsi la libertà di cambiare direzione, senza innamorarsi di un’idea, è stato il risultato più utile della settimana.
Da quei tentativi è uscita la forma del brano, la sovrapposizione di tre strati che insieme formano la macchina:
- il corpo, cioè il ritmo industriale: il movimento fisico del mezzo;
- il cuore, una struttura intervallare affidata a suoni acustici: l’architettura meccanica;
- la mente, la chitarra elettrica che suona frasi concatenate come gli ingranaggi di un motore: il software che guida la macchina.
Più avanti, quando il brano sembrava compiuto ma monolitico, a questi tre livelli si è aggiunto un piano narrativo e simbolico, la sezione del sogno (vedi sotto).
Il ritmo industriale
Il primo ritmo è nato con DrumCircle, un’app per costruire cerchi ritmici complessi realizzata da Lorenzo, sulle combinazioni di 2, 5 e 7 (fino a 7 + 7). Tradotto in suoni industriali e portato in Logic, ha dato forma all’apertura del brano: la macchina che arriva e poi se ne va. L’allontanamento è ottenuto con un’automazione che alza il riverbero mentre abbassa il volume.
I primi suoni metallici erano scaricati da Internet, ma Lorenzo ha voluto registrarli dal vero. La ricerca, raccontata nella puntata 6, non è stata facile: in diverse fabbriche e depositi di rottami lo hanno mandato via; in una il titolare lo ha fatto entrare a malincuore, dopo la lettura di tutte le norme di sicurezza, e le registrazioni sono risultate inutilizzabili. In un’altra fabbrica, invece, un operaio gli ha semplicemente messo in mano un martello, senza dire niente, e lì sono nati i suoni del brano.
I campioni sono stati mappati sulla tastiera, prima nel campionatore di Logic e poi in Drum Machine Designer, che permetteva un miglior equilibrio nel missaggio e un controllo diverso sul groove. Ne sono usciti due groove distinti, uno per le sezioni in 7/8 e uno per quelle in 5/8.
Lo strato acustico
Il cuore della macchina è una chitarra acustica preparata con un foglio di carta fra le corde. Poiché la struttura è lunga e difficile da tenere a mente suonandola per intero, Lorenzo ha campionato quel suono e lo ha caricato in un campionatore: così poteva comporre nota per nota, copiando, incollando e spostando un singolo suono, con la flessibilità del digitale. Più tardi la parte è stata reincisa per intero dal vivo, dall’inizio alla fine, con i canali incrociati nel panorama stereo e molta eco, e raddoppiata da due chitarre elettriche.
Il basso è stato rinforzato prima con una chitarra distorta, poi con il pianoforte. Smorzare le corde con la stoffa non funzionava; il suono giusto è arrivato da alcune gomme da cancellare legate insieme e premute sulle corde di un pianoforte verticale. Alla fine il basso è stato registrato con uno strumento vero, prestato da un amico, in un’unica ripresa poi tagliata e incrociata fra i due canali per ottenere un basso stereo.
Nelle sezioni in 7/8 entrano due tracce di power chord; in quelle in 5/8 una chitarra suonata col plettro, anch’essa su due tracce. Per tutto il brano scorrono poi una chitarra elettrica con ebow e bottleneck, importante soprattutto all’inizio, e le voci.
La scelta di usare soltanto suoni acustici, campionati o suonati, ha una ragione nel mondo di Solaria: in Theknus i suoni sono acustici, mentre in Axia saranno digitali.
La chitarra algoritmica
La terza dimensione doveva essere, in principio, un assolo di chitarra distorta che mostrasse una tecnica veloce, adatta alla regione della tecnica. Per prepararlo Lorenzo è tornato, dopo molti anni, a studiare la velocità: il picking economico e la tecnica di Josh Meader, fondata su un legato sull’ultima nota di ogni corda che lascia alla mano destra il tempo di passare alla corda successiva. In poche settimane, con dieci minuti di esercizio al giorno, è arrivato a suonare sedicesimi a 155 battiti al minuto.
Lo studio ha messo in luce una differenza di metodo. I chitarristi tecnici hanno un approccio visivo alla tastiera e costruiscono le frasi sulle figure delle note, in modo simile alla composizione classica; Lorenzo è un improvvisatore jazz, che pensa una nota alla volta seguendo un canto interiore. L’assolo, una volta registrato, è risultato prevedibile e noioso, ed è stato abbandonato.
Al suo posto sono nate le cellule di 2, 5 e 7 note, che scorrono dal grave all’acuto e si rispondono fra i due canali del panorama stereo. Sono il software della macchina: un flusso continuo che compare alla fine del primo ciclo di dodici accordi e attraversa la seconda parte del brano.
La sezione del sogno
Alla fine della puntata 8 la struttura generale era visibile, e per la prima volta l’ascolto dava piacere e non solo la soddisfazione di un lavoro artigianale ben fatto. Tutto quello che c’era fino ad allora, però, era uno schizzo, da rifare da capo una volta chiariti i ruoli di ogni parte.
A metà del lavoro il brano funzionava, ma era monolitico: descriveva soltanto la macchina, il suo moto ipnotico e ripetitivo. Mancavano la vitalità che di solito viene dall’interazione con altri musicisti e, soprattutto, una dimensione narrativa. Il brano era stato costruito per parti separate, come in un processo architettonico che aggiunge un oggetto dopo l’altro. Sulla macchina viaggiano però due esseri viventi, Anesh e Ku, e il brano doveva fare spazio anche a loro. Lorenzo considera questa insoddisfazione una cosa buona: è quella che spinge a cercare, e comporre, dice, è soprattutto un modo di trovare se stessi.
Lorenzo ha registrato la propria voce e ne ha ricavato una tessitura a tre voci, una sorta di pad acustico. Nel punto in cui le voci entrano si apre uno spazio sospeso e onirico: Anesh entra in contatto intuitivo con Ku, come in un sogno, in una comunicazione senza parole in cui comprende il significato profondo del viaggio dalla grotta a Yantra e la missione che dovrà compiere. Il momento è annunciato dalle cinque note dell’accordo sigma, poste sopra le voci, e accompagnato dal pianoforte e dal tema di 04 - Song of Olivier. Mentre il sogno dura, il flusso della chitarra algoritmica si interrompe; poi riprende.
Per le voci definitive sono servite quindici tracce, cinque per ciascuna delle tre voci, necessarie anche a coprire i respiri.
Dal controllo alla vita
Fino a quel punto chitarra acustica e voce erano state campionate, così da poter decidere rapidamente spostando le note in un file MIDI. Il metodo era utile per comporre, ma toglieva al brano l’umanità e l’imperfezione dell’esecuzione. Nella puntata 11 tutto è stato reinciso dal vero: la chitarra acustica, le tracce complete della chitarra algoritmica, le voci, il basso. La sessione finale contava circa 130 tracce.
Il missaggio ha richiesto di decidere che cosa mettere in primo piano e che cosa lasciare sullo sfondo. Lorenzo lo descrive come la fase convergente del processo creativo, dopo quella divergente in cui le idee si accumulano: anche qui si filtra, e scegliendo i piani si dà la forma definitiva alla composizione.
Il video è un multitraccia: mostra il brano dall’interno del processo, strato dopo strato, mentre le diverse chitarre e le diverse parti diventano una sola struttura in movimento.
Forma
- Arrivo della macchina: il ritmo industriale a 77 battiti al minuto, che si avvicina.
- Primo ciclo dei dodici accordi: partono i due groove, in 7/8 e in 5/8, con il D a ogni cambio di accordo.
- La sezione del sogno: entrano le voci, il pianoforte e l’accordo sigma; la chitarra algoritmica tace.
- Il flusso algoritmico: le cellule di 2, 5 e 7 note attraversano la seconda parte.
- Chiusura: il brano si taglia alla 77ª battuta; restano poche battute in cinque quarti che introducono il brano successivo.
Simbologia musicale
| Elemento musicale | Significato |
|---|---|
| 2, 5 e 7 (metri, cellule, combinazioni ritmiche) | il sistema numerico di Solaria |
| 77 battute, 77 battiti al minuto | la farfalla; 25 + 52, due farfalle speculari |
| dodici accordi su dodici note | il totale cromatico |
| 7/8 e 5/8 | i tasti bianchi e neri del pianoforte |
| il D a ogni cambio di accordo | il capo della Lega Australe |
| suoni metallici registrati in fabbrica | il corpo della macchina |
| chitarra preparata con la carta | il cuore, l’architettura meccanica |
| cellule della chitarra algoritmica | la mente, il software della macchina |
| solo suoni acustici | Theknus (in Axia i suoni saranno digitali) |
| accordo sigma sopra le voci | il contatto fra Anesh e Ku, la missione |
Verso The Clock of Yantra
Nelle ultime settimane del lavoro il racconto è già oltre: Anesh e Ku arrivano davanti alla grande porta della città, sulla quale c’è un orologio che misura la durata del giorno, della notte, dei mesi, degli anni e perfino della vita. Le battute in cinque quarti che chiudono The Moving Machine introducono il brano successivo, The Clock of Yantra, dedicato alla Torre dell’Orologio di Yantra.
Durante la composizione è nato anche il primo prototipo dell’orologio solariano, con le sue 14 ore, sette di giorno e sette di notte, di 84 minuti ciascuna, e l’anno di sette mesi di 52 giorni più il giorno del solstizio (vedi Misura del tempo).
Nella stessa fase, suonando in trio, Lorenzo ha scritto in poche ore la prima parte di un brano nuovo, molto tecnico, destinato alle vicende di Yantra: da qui è nata l’abitudine di lavorare su due o tre composizioni contemporaneamente, come un pittore con più tele aperte.
Le puntate del diario
| Puntata | Titolo | Contenuto |
|---|---|---|
| 4 | the moving machine | l’idea della macchina, il primo ritmo su 2 e 5 |
| 5 | changing direction | tecnica, amp modelling, i tre strati |
| 6 | building the machine | i suoni registrati in fabbrica, la chitarra con la carta, le 77 battute |
| 7 | building the rhythm | i groove, tasti bianchi e neri, lo studio della velocità |
| 8 | connecting the dots | le cellule di 2, 5 e 7 note, il D, il pianoforte con le gomme |
| 9 | feeling that something is missing | le voci, il brano monolitico, l’idea del sogno |
| 10 | before finishing, a new idea arrived | la sezione del sogno, il finale, un brano nuovo col trio |
| 11 | from control to life | tutto reinciso dal vero, ebow e bottleneck |
| 12 | inside the finished structure | il missaggio e la visita alla sessione |
